Grazie Zuckerberg, ammetto che sorrido quando mio figlio afferma che i Social sono strumenti “buoni” però è successo davvero e secondo me questo è proprio il miracolo 2.0 da XXI secolo.

Un mese fa Facebook ha bloccato la condivisione delle pagine del nostro sito che si occupa di raccolta fondi per un centinaio di ONLUS tra volontariato, cooperative sociali, enti morali, mutuo soccorso ecc… Quando qualcuno cercava di condividerci su Facebook gli appariva un messaggio che segnalava i nostri contenuti come potenzialmente pericolosi. Contemporaneamente la nostra Pagina Aziendale su Facebook veniva rimossa, risultando irraggiungibile, come se non fosse mai esistita.  Potete immaginarvi la reazione delle Associazioni ONLUS che lavorano con noi tutti i giorni. Insomma, eravamo disperati, tanto tanto lavoro buttato per noi e niente raccolta fondi per loro.

Già capire da cosa questo blocco fosse stato determinato è stata una prova iniziatica appena un poco più facile che quella di Artù quando estrasse la famosa spada dalla roccia. Inutile chiedere o cercare risposte nelle pagine di aiuto del social network, perchè qui vige la regola che quantità è uguale qualità quindi se cerchi informazioni o risposte trovi tutto ciò che serve per andare dritto sempre più velocemente ma se qualcosa va storto e “sgoccioli fuori” diventi un dropout privo sostanzialmente di interesse e quindi non solo di risposte ma proprio di spazio vitale. Riconosco però che questa non è cattiveria ma semplicemente il modello di mercato USA: o sei dentro e giochi con noi finchè vuoi o sei fuori e ci resti per sempre a meno che tu non sia così bravo da capire da solo, sottolineo da solo, quale direzione prendere per rientrare in partita.

Siteadvisor falso positivo

Il falso positivo di SiteAdvisor che ha scatenato l’inferno

 

Per fortuna c’è un intero girone dantesco di dropouts che si rimbalzano informazioni da Twitter ai blog a Facebook e così scavando e cercando tra i dannati del web abbiamo infine trovato la risposta giusta: SiteAdvisor, uno dei tanti servizi di certificazione della rete, aveva marchiato il nostro sito come “molto pericoloso”, alla stregua di siti di download infarciti di virus o di quelli che fanno finta di essere la tua banca per rubarti i codici di accesso, e di conseguenza Facebook, in maniera completamente automatica, era stata costretta ad escludere qualunque collegamento verso di noi. Eravamo morti, sepolti con altri mille, diecimila, centomila, sotto una colata di cemento tipo Cernobyl, addio lavoro, addio azienda, addio progetto e futuro.

Siteadvisor unico negativo

SiteAdvisor era l’unico sistema a segnalarci negativamente

 

Ma se non puoi permetterti di perdere, lotti fino alla fine per vincere, così abbiamo raccolto la sfida chiedendo ai certificatori di SiteAdvisor, un colosso appena acquistato da INTEL per milioni di USD, di rifarci l’analisi del sito perché la loro valutazione era errata e ci danneggiava. Qui ci sono le prime avvisaglie del miracolo: ci rispondono subito e fanno immediatamente una nuova verifica rilasciandoci dopo poche ore la patente di “Clean” puliti. Poveri con i pantaloni rammendati ma ben lavati, come si raccomandava mamma.

Però mamma Facebook segue gratis miliardi di utenti, e se per proteggerli giustamente si attiva subito, per risolvere l’eventuale problema del singolo ha tempi diversi e soprattutto non presenta canali ufficiali di comunicazione per gestire queste procedure. Tutto ciò è ragionevole e corretto ma per noi questo significa la fine di un sogno: le Associazioni che hanno aderito ci lasciano e diventa impossibile raccoglierne altre perché anche spiegando e documentando come stanno le cose il messaggio della nostra pericolosità è sempre lì e ne fa scappare tanti.

Scriviamo una lettera alla sede Facebook in USA ed una alla sede legale italiana che per nostra fortuna è in centro a Milano, la nostra stessa città. La lettera però torna indietro perché mesi fa si sono spostati di un paio di isolati in un grande moderno attrezzato palazzo a due passi dal Duomo.

Ormai non abbiamo più tempo, o risolvo subito la questione o devo lasciare perdere tutto, decido allora di andarci personalmente, ovviamente senza essere annunciato e senza appuntamento. Nessun cartello all’esterno di uno dei palazzi più grandi eleganti ed americani di Milano tutto acciaio e cristallo, con un custode però molto “milanese” all’ingresso:

           “ Facebook? non posso farla salire perché ricevono solo su appuntamento…”

ma non sono venuto qui per arrendermi

–          “È un problema grave, si tratta di pagina blocccata senza motivo e di cento ONLUS che non possono raccogliere fondi o comunicare il 5 x 1000 proprio adesso…”

Il custode non è utente Social ma ha una sua testa e ritiene che sia almeno giusto chiedere prima di mandarci via

–          “Anche la settimana scorsa sono venuti dei ragazzi per lo stesso motivo, erano arrabbiati ma li hanno mandati via lo stesso”

Ma io non sono arrabbiato, solo disperato e con zero speranze, ma come dice mio figlio: never give up, non arrenderti mai!

–          “Signorina c’è qui un signore per un problema come quello della settimana scorsa, si ricorda quei ragazzi, sì gliel’ho detto che non può salire ma vuole parlarle…”

Ha una voce giovane, gentile, ascolta davvero e chiede di Siteadvisor il certificatore, sa di cosa parliamo, le spiego delle ONLUS e della lettera che ci è ritornata

–          “Posso lasciargliela perché la dia lei a chi si occupa di queste cose?”

–          “Ma certamente, la lasci pure al custode ci penso io…”

Non ho mai creduto fino in fondo che lo facesse, troppo facile riderne con i colleghi “un altro con la pagina bloccata …“ ma la sua voce era bella, giovane e veniva voglia di crederle. Mi faceva comunque sentire importante riflettere che nel Mondo iperconnesso dei Social 2.0 la soluzione fosse la medesima dei tempi di Omero, l’incontro il confronto e la parola, se questo funziona Dio esiste, mi sono detto, e l’Uomo anche, ed infatti non funzionerà!

Non la farò lunga, è passato un giorno solo, due notti, questa mattina la pagina Facebook è ritornata “viva” ed anche noi con il nostro lavoro e la speranza di cento Associazioni, poteva accadere ieri, oggi o piuttosto come mi aspettavo e come si legge nel girone dei dannati… mai!

Lasciamo pure da parte i miracoli ma i meccanismi del lavoro e della vita  di questi tempi ci appaiono così difficili e lontani che scoprire dietro le quinte dei teatri più grandi del Mondo uomini e donne come noi che stiamo giù in platea ci fa amare di nuovo la primavera e guardare con speranza al futuro. Grazie Facebook Italia, grazie di avere mantenuto vivo il sogno di mio figlio: I Social sono buoni!

2 Commenti, RSS

  • Lorella Balzarini

    dice su:
    2 aprile 2015 a 22:49

    mi hai fatto piangere, accidenti a te!

  • Ivano

    dice su:
    4 aprile 2015 a 8:31

    Grazie per averci resi partecipi della Vostra esperienza, buon lavoro e Buona Pasqua – Ivano

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