Gli studenti rappresentano di gran lunga la parte migliore della scuola italiana, ma il loro potere nell’istituzione scolastica, anche dopo gli ultimi decreti, resta più una simbolica rappresentanza che un reale anche se limitato “potere”. Anche i genitori non si trovano peraltro in una posizione più privilegiata al punto che il Comitato dei Genitori, la loro unica forma di aggregazione all’interno dell’istituzione scolastica, viene citato nell’infinita materia delle leggi e decreti scolastici per la prima ed unica volta nell’art 15/2 decreto scuola 16 aprile 1994: “I rappresentanti dei genitori nei consigli di intersezione, di interclasse o di classe possono esprimere un comitato dei genitori del circolo o dell’istituto.

Per esperienza personale devo riconoscere che anche questa unica nota viene fin troppo spesso dimenticata o addirittura proprio negata dai dirigenti scolastici allorquando il Comitato Genitori cerca di guadagnare spazio operativo all’interno della scuola. La realtà è che oggi i genitori, indipendentemente dalla loro buona volontà, siedono all’ultimo banco a fianco dei loro figli, utili solo a lavorare quando la situazione lo rende necessario e a coprire le esigenze di bilancio lasciate scoperte dallo Stato.

Chi rappresenta l’istituzione scolastica sa bene che i genitori con i quali oggi si confronta domani non ci saranno più ed è ben cosciente che ad ogni ciclo scolastico i genitori devono ogni volta ricominciare daccapo, ricostruendo rapporti e scoprendo con difficoltà i meccanismi ed i processi interni alla scuola, studiando leggi e regolamenti, senza nessun aiuto diretto della scuola stessa, e quando infine hanno acquisito competenza ed esperienza per partecipare utilmente all’indirizzo della scuola se ne vanno silenziosi come sono entrati, perché il loro ciclo è terminato.

Questo fa sì che nulla possa davvero cambiare all’interno della scuola perché l’unica forza che concretamente potrebbe portare al cambiamento non ha mai il tempo di realizzarlo.

Per superare questo ostacolo il Comitato Genitori deve trovare una propria autonomia economica come Associazione di Promozione Sociale, questa è infatti l’unica via da percorrere per garantirgli continuità e rappresentatività nel tempo.

Per costituire in Associazione di Promozione Sociale un Comitato Genitori bisogna redigere un atto costitutivo e uno statuto, richiedere il codice fiscale e provvedere alla registrazione degli atti affrontando una spesa di meno di € 200 per l’acquisto delle marche da bollo. Una volta costituita l’Associazione di Promozione Sociale sarà sufficiente registrare come soci i genitori che intendono aderirvi e distribuire tra di essi incarichi (tesoriere, segreteria, archivio…) ed adempiere agli obblighi amministrativi che ogni associazione richiede come ad esempio la tenuta dei Libri Sociali.

Trasformandosi in Associazione di Promozione Sociale il Comitato Genitori può richiedere anno per anno il cinque per mille alle famiglie e trovare canali alternativi di autofinanziamento creando così un nuovo modello economico dei genitori verso la scuola che andrebbe a sommarsi al contributo volontario non certo a sostituirlo.

Attraverso l’autonomia economica è possibile infatti acquistare, a costo molto contenuto, software e strumenti di archiviazione documenti e di comunicazione che possano finalmente permettere ai Comitati Genitori di avere continuità e rappresentatività nel tempo e di poter riportare da un ciclo scolastico all’altro tutto il lavoro svolto, le ricerche fatte, i documenti trovati e realizzati, i risultati raggiunti e le testimonianze raccolte.

Questa memoria storica permetterà al Comitato Genitori di non dovere ogni volta ricominciare dall’inizio garantendogli continuità attraverso:

  • un archivio di documenti relativo a leggi e decreti scolastici
  • un archivio di informazioni raccolte negli anni sulla propria scuola, sui modelli di insegnamento di volta in volta applicati e modificati, sugli insegnanti e sul loro rapporto con genitori ed alunni , sugli eventi, le attrezzature, la struttura scolastica ecc..
  • un sistema veloce ed efficiente di comunicazione tra le famiglie e tra queste e la scuola

Questo nuovo e rivoluzionario approccio darebbe finalmente alle famiglie quella capacità “contrattuale” nei confronti dell’istituzione scolastica che oggi risulta assente ingiustificata.