Allumiere è collocata sulle cime più elevate dei Monti della Tolfa prospicienti il litorale tirrenico tra Roma e Civitavecchia,  al centro di una zona ricca di storia, di notevole interesse naturalistico e archeologico e le sue origini risalgono a tempi antichissimi.
Le prime testimonianze risalgono infatti infatti all’epoca preistorica: sono stati trovati utensili e reperti risalenti all’età del Bronzo (II millennio a.C. – cultura Appenninica e cultura Protovillanoviana). La civiltà etrusca è invece comprovata dalla presenza delle necropoli di Colle di Mezzo e di Bandita Grande, databili tra il VII secolo e la fine del IV sec. a.C. Alcuni resti di ville rustiche indicano l’agricoltura quale attività prevalente in epoca romana e per tutto il Medioevo, fino alla scoperta delle cave di alunite, minerale da cui si ricava l’allume di rocca, elemento importante nella lavorazione delle pelli e dei tessuti.

Nel 1462, Giovanni Da Castro, ebbe la concessione da parte dello Stato Pontificio, per l’estrazione dell’alunite. La tecnica estrattiva dello scavo a cielo aperto praticata per quasi tre secoli ha alterato la fisionomia del paesaggio per via delle enormi spaccature e crateri praticati dall’uomo sul territorio per estrarre il minerale.

La svolta nella produzione dell’allume si ebbe dopo il 1500 quando furono spostati gli impianti di produzione ai piedi di Monte Roncone, oggi Monte delle Grazie dove venne costruito lo stabilimento per la lavorazione del minerale, un acquedotto e un villaggio minerario per gli operai.

Tutto il complesso acquisì il nome di Le allumiere (sul villaggio minerario crescerà poi l’attuale paese di Allumiere).
Nel 1870 con l’entrata dello Stato Italiano, l’intera industria dell’allume passò alla Societè Financière de Paris, la produzione era notevolmente ridotta rispetto al boom di quasi un secolo prima, a causa dell’ormai bassa richiesta di mercato.

Nel 1879 troviamo che lo stabilimento è stato trasferito nella vicina Civitavecchia e nel 1888 troviamo che solamente 88 erano i minatori rimasti, fino al 1928 quando tutto il complesso passò alla “società italiana per le industrie minerarie” ed intorno agli anni quaranta tutto fu trasferito alla “Montecatini” che cessò ogni attività’ pochi anni dopo.
Finiva così quell’avventura mineraria cominciata nel XV secolo che era arrivata a diventare per parecchi decenni la più importante in Europa.

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